Sonetto in morte di Franco Citti – di Salvo Lo Galbo

C’è chi muore sbandando mentre scappa
a un mondo sbirro che non lo riacchiappa.
C’è chi muore come chi si addormenta,
sognando, se la vita fu violenta,

che la Comare Secca porti requie.
C’è chi muore ridendo delle esequie
dove saranno mille sacerdoti,
ipocriti o infinitamente idioti,

che santificheranno un accattone.
C’è chi non muore come un faraone
con tutto l’oro addosso. E sulle scale

del cielo si vergogna, mentre sale,
di quelle impronte nere sul red carpet.
“A’ gomma stìgne. Saranno ‘e scarpe.”

[Salvo Lo Galbo – Ottavo Poeta #34]

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I Poeti der Trullo sono un gruppo di sette ragazzi del quartiere Trullo, alla periferia di Roma. Un movimento che parte dalla periferia e si diffonde e si espande attraverso la rete. Una mentalità metroromantica, con una forte componente urbana.



39 commenti su “Sonetto in morte di Franco Citti – di Salvo Lo Galbo

  1. Eleonora Gasbarra i poeti der trullo.. omaggio a franco citti.. l’accattone di pasolini

  2. Ringraziamo tutti per i complimenti e li rigiriamo a Salvo Lo Galbo che ha condiviso con noi questo suo sonetto.

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