La cicala e la formica

Tutto er giorno sotto ar sole la formica tribbolava
Le provviste accumulava pe’ l’inverno ch’arivava
Quarche vorta se fermava perché er peso la stremava
Riparata da ‘n po’ d’ombra er sudore s’asciugava

Era allora che vedeva la cicala sua vicina
Se ne stava a panza all’aria rinfrescata dalla brina
Fino a quanno all’imbrunire diventava canterina
Banchettava co’ le amiche dalla sera alla matina

La formica nun dormiva ch’era troppa la caciara
“Oh cicala” lei pensava “la tua vita sarà amara
Non importa se sei furba o semplicemente ignara
Che da ‘na brutta fine solo un mese te separa”

Infatti ar primo gelo c’è chi bussa alla sua porta
“De sicuro è la cicala che me chiede ‘n po’ de scorta
La giustizia fa il suo corso e ‘sto fatto me conforta
Lei non semina d’estate e d’inverno sarà morta”

Ma ‘a cicala era felice come n’era stata mai
E je dice alla formica: “Qui fa troppo freddo ormai
Stamme bene amica mia e non te caccia’ nei guai
Se vedemo fra tre mesi: io sto anna’ alle Hawaii!”

avatar Er Quercia (24 Pubblicazioni)



11 commenti su “La cicala e la formica

  1. Ottimo ri-arrangiamento della versione Trilussiana, daje Regà continuate così!!!

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